Ivan Catone torna con “Ceralacca”, un singolo che segna un nuovo capitolo nella sua carriera musicale. Scritto insieme a Lorenzo Gioacchin (Vivoxlei), il brano si presenta come un pop R&B (75 bpm) dal sapore intimo e notturno, caratterizzato da una scrittura essenziale e realistica. Niente teatralità, niente urla, nessuna esplosione: “Ceralacca” racconta la fine di una storia con la delicatezza di chi sa che alcune cose non si distruggono, ma si archiviano.
Al centro del pezzo, la metafora della ceralacca: non un simbolo di dimenticanza o cancellazione, ma di sigillatura, di protezione della memoria di un amore vero, senza restarne intrappolati. Un’immagine potente che riflette la natura adulta della separazione raccontata, dove il dolore non diventa spettacolo, ma una chiusura definitiva e rispettosa. Ciò che è stato non viene rinnegato, ma custodito con cura.
L’immaginario del brano si popola di oggetti quotidiani e anti-retorici: piccoli dettagli che rimangono in una casa quando una storia finisce – un profumo quasi vuoto, un cuscino memory foam, una foto fuori posto, un libro deludente. Elementi concreti che rendono la narrazione credibile, con un tono malinconico e lucido, a tratti persino ironico, ma sempre lontano dall’autocommiserazione.
“Ceralacca” si distingue per la sua verità scomoda: la consapevolezza che, a volte, ci si aspetta di soffrire di più… e quando non succede, resta persino un senso di colpa. Una canzone che parla dopo la tempesta, quando il pianto è già passato e rimane la scelta: non distruggere ciò che si è amato, ma chiuderlo bene. Con rispetto.
Vocalmente interpretato da Ivan Catone (unica voce del brano), “Ceralacca” è un radio edit dal respiro cinematografico, pensato per chi ama un R&B elegante, emotivo e moderno, dove la forza non sta nel gridare, ma nel saper restare in silenzio. Un brano che promette di lasciare il segno, invitandoci a riflettere sulla bellezza e la complessità delle nostre relazioni.

