Gianfranco Mascia torna con “Assenzio”, un brano che esplora il peso delle parole dette troppo spesso, fino a svuotarle di significato. Nato da una domanda – cosa resta quando il linguaggio perde senso? – “Assenzio” non è una fuga, ma una ricerca di essenzialità. Con il suo stile diretto e ironico, Mascia mescola quotidianità e letteratura, citando Eugenio Montale e sua sorella Marianna, figura chiave nella formazione del poeta. La citazione diventa il cuore emotivo della canzone: il ricordo di un legame perduto e di una presenza che “scivola via”.
“Ho scritto Assenzio perché mi sono reso conto che oggi parliamo per riempire i vuoti, senza ascoltarci. Citare Montale e sua sorella è stato un modo per ricordarci che i legami più veri vivono spesso in ciò che non ha bisogno di essere detto ad alta voce…”, racconta Mascia.
L’arrangiamento, firmato Mascia, Enrico Capuano e Dario Marcello, Music Producer e chitarrista, si sposa con il videoclip girato in Umbria. Mascia è ritratto in un paesaggio naturale con fogli bianchi appesi agli alberi: pagine mute e parole superflue. La chitarra acustica e la luce della campagna creano un’atmosfera raccolta e domestica.
Con “Assenzio”, Mascia continua il suo percorso di cantautorato civile e personale, dopo i singoli “E adesso sono dentro” (oltre 16.000 ascolti su Spotify) e “La storia di Laura” (quasi 30.000 ascolti su Spotify). Uno sguardo poetico alle fragilità del presente, dalle grandi battaglie sociali alle dinamiche intime dell’animo umano.

